lunedì 14 ottobre 2013

Battito

Che poi dico cose che non vorrei dire. Mi escono parole come proiettili che hanno voce propria e non si fermano davanti a niente. Che poi hai toccato il punto. E io mi nascondo dalle evidenze del mondo. Dagli sguardi troppo reali e dalle luci della città. Ho un rifugio di ossa da troppo tempo. I respiri bloccati dall'inverno. Stai scappando e non ti fermi. Stai fuggendo e non ascolti. Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio. I cinquanta piani stanno finendo. Il palazzo sta proprio crollando e tu sotto stai ancora guardando il cielo come se fosse l'unico sole possibile al mondo. Forse è tutto sbagliato. Forse no. Mentre leggi guardati gli occhi e dimmi che vedi. Toccati il volto. Senti il battito. Fermalo. Riparti. Fermati. Vorrei una boccata di fumo per intasarmi i polmoni di un nulla impalpabile. Buttarsi via. Ferma il battito. Riparti. Guardami. Ci vediamo domani. Come sempre.

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