venerdì 18 novembre 2016

Senza meta

Ogni volta che ti guardi indietro vedi grandi autostrade fitte di persone. Siamo tutti in cammino in un modo un po' strano, come formiche nel parco. Ho avuto il petto pesante e assetato, come desideroso di spiccare il volo. Fremevo per una soluzione a breve termine, come una toppa su questo tessuto tutto strappato. Avrei voluto evitare di boccheggiare ancora per le vie di questa città, come se ricercassi uno spiazzo o un piccolo angolo in cui liberare il peso che avevo appresso. A volte i conti non tornano. Guardo la realtà con meno disprezzo, non capendo sempre segnali così chiari a tutti. A volte sembra infinita la grandezza di questa domanda, a volte non c’è semplicemente risposta. Ero seduta in un cinema, tutto buio e le immagini scorrevano. Per me il tempo era fermo, distillato in ogni istante, dilatato nel suo scorrere. Il turbinio di respiri era quasi insopportabile, ma il gioco come sempre prosegue e tutti lì con lo sguardo fisso in un punto danziamo senza età e senza meta.