domenica 25 maggio 2014

meta

Ubriachi di vita
non più da tempo
odore di palazzi bagnati
da queste piogge d'estate
spiriti che aleggiano sulle teste
di questi uomini soli
credete che ci sia soluzione
l'evoluzione della specie smette con me
finisce il suo corso
è il dorso del mondo
che si rivolge al suo sorriso
malinconico e cattivo
perchè sei così serio?
Le cicatrici
guarda le cicatrici
flessibili e malleabili
freddi sguardi
senza età
cosa guardi
credi di poterti temprare con le croci
nati con corone di spine
senza religioni e senza parole.
Vorremmo credere in qualcosa,
c'è il nulla nelle narici di queste persone
incredule per l'avvenire così statico
queste ossa così fragili
che vorrebbero correre in questi nidi
di avvoltoi
avvolti in lembi di tessuti
ricamerò queste storie
in un tappeto di memoria
un viaggio senza meta
a metà tra la morte e lo stupore.

lunedì 19 maggio 2014

Call it.

Vene sbiadite nel tempo
argomenti inutili per circoscrivere un momento
credenze in affitto
respiri che sono spezzati dalla nascita
una strada due strade tre strade

una strada.

lunedì 21 aprile 2014

Striscia

Giriamo sulle stesse note. Mani sul volante, occhi fermi, canali di radio che gracchiano al buio della strada. Facili ironie, facce stanche; forse ci sono un po' troppi cuori solitari in queste auto sparpagliate in città. Viaggi tra i ricordi senza uscirne sani, spirali di volti tutti diversi, non troppo distanti, ma senza voce per esprimersi, senza corde per parlare. Non c'è aria sotto i piedi e si corre per non capire, un po' di vento che rintocca e rimbomba. Trabocca dalle orecchie e sfila una smorfia quasi serena, non una piega in questa realtà, forse troppe grinze.

venerdì 28 marzo 2014

Banda di Babbuini

sei come un'esca per rincoglioniti
voci nella testa senza radici
fingi indifferenza e briciole di felicità
artrosi delle mandibole e di occhi spenti
spogli alberi poco sinuosi in questa foresta di follia
folle abbarbicate a guardarti, indicano con foga e strafottenza
senza vita senza soglia senza sosta
servi della luce, gioia atroce
forca per persone semplici e mal di denti
credi in ogni momento
crolla il viso dei sorrisi piacevoli e ben riusciti. vinci battaglie senza senso.
basta un movimento, solo un sussulto.

venerdì 7 febbraio 2014

Stanze

Oggi la merda ha un buon sapore. C'è un letto sullo sfondo e nient'altro. Un buio lieve e denso. C'era una salita in montagna, la solitudine dei numeri che anche se non sono primi non importa. C'è un legame sottile fatto di piccoli fili di sorrisi e pianti. Vite intrecciate inevitabilmente, era così per forza, non c'era altra possibilità. Kebab e birre. Birre e kabab. Il kebab cade si sfalda la piadina e la carne si ammassa per terra. Se ne può chiedere un altro o piazzarsi a raccogliere i cocci. I cocci suono tuoi. 

mercoledì 5 febbraio 2014

è tutto un viaggio


Grazie al cazzo

Cercando qualcosa che non esiste ci siamo impigliati in posti sconosciuti, in reti di sguardi e progetti, in bisogni sorti da mancanze ignote. Ignari abbiamo proseguito su un terreno dissestato con pietre aguzze e tagli sul corpo. Gracili gesti che cercano attenzione. Fogli di vite sparsi e messi in disordine su scrivanie vuote e troppo spaziose.

Grazie al cazzo.

Persi per strada, se c'è, poi, una strada. Asfalto tra le arterie, cemento sulle palpebre, cicatrici sui palmi e corriamo ancora.
Senza il limite del reale, senza storie da poter raccontare. Senza.
Con un orizzonte di possibilità sbagliate.
Con un orizzonte di possibilità e basta.