sabato 16 febbraio 2013

Scaglie.

Il passo lento di due occhi stanchi, trascina un corpo, come un oggetto sfatto.
È un film in bianco e nero, senza regole precise, né trame tessute. Siamo solamente distanti e tocchiamo i nostri sguardi da lontano. Mille immagini si scagliano davanti, ma si rompono in pezzi di sogni. Due gambe slanciate, scarpe che vagano, trascinate da un incessante bisogno di movimento. Non sanno dove vanno, scoprono nuovi spazi, scrutano altri pavimenti piatti.
Una melodia precisa e sicura avanza. È malinconica, come un tramonto bevuto troppo in fretta, da soli sopra uno scoglio infinito. La testa ondeggia nell'aria della notte, un fumo denso esce dalle bocche e danza con le nuvole bianche. Un giorno sprecato, che cade dalle tasche del tempo, un altro tassello che scivola tra gli scarti della noia e siamo di nuovo con la nostra anima che viaggia in un corpo stranito. Piegati sui propri resti, come a fondersi in un respiro unico, una massa di piccoli desideri galleggia tra volti addormentati. Sorrisi che custodiscono pietre grezze e taglienti, ingoiate a piccoli pezzi, senza troppi sforzi. Così un pianeta ruota attorno a se stesso, con altre briciole di polveri che sfidano il buio. Ruota senza pietà e cerca il suo equilibrio. Saremo punti in lontananza senza legami stretti da abbracci infiniti, piccoli nei su braccia in perenne movimento.

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